Aumento potenza contatore, costi, procedure e quando conviene

Con il sempre crescente utilizzo di elettrodomestici e di dispositivi che funzionano a correte elettrica, il classico contratto residenziale da 3kW potrebbe iniziare a stare stretto. Questo significa che le persone potrebbero dover aumentare la potenza del contatore prevista nel loro contratto per riuscire a gestire la domanda sempre più crescente di energia dei loro apparecchi. Si apre quindi la necessità di dover comprendere come effettuare questa richiesta di aumento della potenza del contatore e capire a che spese si va incontro.
Aumento potenza contatore: procedura
Se si ha, quindi, la necessità di dover aumentare la potenza del contatore, bisogna richiedere una variazione della potenza contrattuale sulla propria utenza. La domanda va posta al proprio venditore, indipendentemente che operi nel mercato a maggior tutela (Enel servizio elettrico) o nel mercato libero. Una volta che la richiesta sarà stata perfezionata, il venditore la rigirerà al distributore, cioè a chi localmente gestisce fisicamente la rete ed i contatori che provvederà a rendere effettivo l’aumento di potenza.
Le tempistiche dell’intera procedura variano a seconda della potenza aggiuntiva richiesta ma per le piccole variazioni i tempi sono molto brevi, solitamente entro 7 giorni. In ogni caso, il fornitore deve comunicare le tempistiche massime. In caso di non rispetto di queste tempistiche i clienti possono ricevere un indennizzo di importo variabile a seconda della quantità del ritardo accumulato.
Aumento potenza contatore: costi
Richiedere una variazione dell’aumento di potenza del contatore non è gratis. Nel mercato a maggior tutela i costi sono stati fissati dall’Autorità per l’Energia, mentre nel mercato libero in parte dal fornitore dell’elettricità.
Dal primo aprile 2017, tuttavia, i clienti possono godere di uno sconto che potrà essere richiesto una sola volta e che taglia i costi di richiesta di aumento della potenza.
- Il diritto fisso passa da 27,03 euro a 0 euro
- La richiesta di potenza aggiuntiva per ogni kW sotto i 6kW è di 55 euro (prima 66,36 euro)
- La quota fissa amministrativa è di 23 euro (prezzo variabile per il mercato libero)
A tutti questi prezzi va aggiunta l’IVA al 10%.
Per quanto riguarda i costi in bolletta, con la riforma delle tariffe elettriche è cessata la distinzione tra utenti domestici residenti con contratto sino a 3 kW e clienti domestici residenti con potenza superiore. Non ci sarà, quindi, nessun aumento del costo dei kWh consumati.
Cambieranno, invece, gli importi per la quota annua in funzione della nuova potenza impegnata. Si evidenzia, che dal primo gennaio 2017 è possibile richiedere aumenti anche di soli 0,5 kW alla volta. Una possibilità molto interessante per chi ha la necessità di dover disporre di potenze poco superiori a quelle previste dai contratti standard.
Aumento potenza contatore: quando conviene?
Con l’aumento dei consumi di energia è sempre più facile che il contratto standard da 3 kW possa non essere più sufficiente, però prima di effettuare la richiesta di aumento di potenza è bene capire se davvero serva la potenza aggiuntiva o se i maggiori consumi sono un fenomeno momentaneo. Chi, comunque, intende elettrificare tutti i bisogni di casa compreso il riscaldamento ed i piani di cottura dovrà entrare nell’ottica che avrà bisogno di molta più potenza per gestire tutto senza problemi.