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Fonti non rinnovabili: quali sono e l'incidenza

fonti non rinnovabili

Le fonti non rinnovabili sono quelle che sono destinate ad esaurirsi nel corso del tempo. Anche se attualmente c’è un rinnovato interesse nei confronti delle energie rinnovabili, le fonti di energia non rinnovabili continuano ad essere ancora molto usate ed incidono in maniera determinante sul mix energetico usato nel nostro Paese. Anche gli ultimi dati a disposizione dimostrano come ci sia un ampio ricorso alle fonti energetiche non rinnovabili, nonostante la maggior parte di essi si riveli non ecosostenibile. L’energia non rinnovabile comprende soprattutto i combustibili fossili, come il petrolio, il carbone, impiegati soprattutto per alimentare le industrie e le automobili. Ma vediamo quali sono di preciso queste risorse non rinnovabili, le loro caratteristiche principali e quale percentuale rappresentano nell’ambito delle fonti di energia utilizzate dal nostro Paese.

Fonti non rinnovabili: quali sono

Il carbone è una delle fonti non rinnovabili di cui si fa largo uso. Il problema in questo caso è costituito dal fatto che questa risorsa tende ad esaurirsi molto presto. Ma c’è anche un’altra questione che riguarda l’utilizzo del carbone, visto che è il combustibile fossile più inquinante. Soprattutto quando viene utilizzato per la produzione di energia, sprigiona quantità elevate di gas serra a cui vanno imputati fenomeni ambientali gravi come il surriscaldamento globale e le piogge acide.

Un altro combustibile fossile è il petrolio. I giacimenti di questo “oro nero” rappresentano una fonte di ricchezza incredibile. Tuttavia sono davvero pochi ormai quelli rimasti. Le stime più evidenti dicono che il petrolio si esaurirà entro il 2050.

Tra le fonti non rinnovabili si annovera anche il metano, un gas naturale che è il meno inquinante. Tuttavia questo non significa che il suo impatto ambientale sia totalmente privo di effetti. Il metano viene utilizzato per il riscaldamento nelle abitazioni e per i fornelli a gas, ma sicuramente sarebbe più conveniente utilizzare in ambito domestico fonti di energia rinnovabile.

Tra le fonti non rinnovabili c’è anche l’uranio, che ha fatto e continua a far discutere per il problema delle scorie radioattive e per gli eventuali incidenti a cui possono andare incontro le centrali nucleari, provocando molti danni.

Fonti non rinnovabili: quanto incidono

I dati a disposizione, che si riferiscono al 2015, mettono in evidenza che la produzione di energia elettrica da fonti come il petrolio, il carbone o il gas è aumentata soltanto dell’1% rispetto all’anno precedente. Tra le fonti non rinnovabili, soltanto l’utilizzo del petrolio e del nucleare è cresciuto raggiungendo un livello superiore alla media.

Prendono sempre più importanza, però, le fonti rinnovabili, che sono anche quelle pulite, a cui si presta maggiore attenzione in seguito ad una consapevolezza più diffusa di quanto sia importante proteggere l’ambiente. Sulla base dei dati che si riferiscono al 2014 e al 2015, possiamo affermare che la produzione di energia da rinnovabili ha superato l’incidenza del 40%.